About

Vorrei festeggiare i miei primi 50 follower e i due anni di vita del blog con una descrizione come si deve. Non di me medesimo, ma del perché e percome di queste paginette virtuali.

A ottobre 2010 parto per Tel Aviv per la tanto agognata “esperienza all’estero”. Appena metto piede fuori dall’aeroporto, i caratteri in ebraico delle insegne luminose mi avvertono che non sarà un’esperienza come tante. Ne ho scritto qui, nel mio primo blog, i cui post ho poi successivamente incollato qui sopra, perché non volevo abbandonarli del tutto.

Tornato a Napoli, mia città natale, constato con semplicità due cose: la prima è che avevo contratto il travel bug, la seconda è che scrivere ed essere letti è più divertente che riempire moleskine che tanto prima o poi andranno a prendere polvere in un cassetto. Nasce questo blog, l’autobiografia di un uomo comune. Il riferimento è a Ennio Flaiano, scrittore più avvezzo all’aforisma pungente e all’osservazione pigra della sua società piuttosto che all’arduo lavoro della composizione di un romanzo. Ritorno a lavorare in Regione Campania, consapevole che ben presto sarebbe tutto finito.

Ad agosto 2011 torno a Tel Aviv. Fu l’estate della protesta delle tende, un occupy nella sua versione falafel. A riguardo non scrissi assolutamente nulla, ho soltanto poche foto a testimonianza di quell’estate di spiagge e campeggi nelle alture del Golan, a ridosso del Libano, e improbabili ricerche di lavoro. Mi arriva la notizia che a gennaio avrei cominciato un tirocinio in UK, e questo è tutto quello che mi venne comunicato. Ingannai l’attesa con un viaggio di due mesi in Sudamerica.

Lasciai il computer a casa e stipai pochi quadernetti nel bagaglio leggero. Sto ancora finendo di trascriverli – o meglio, di riscriverli – e forse il compleanno simbolico di un anno da quel fantastico viaggio affretterà il processo della loro pubblicazione – retrodatata, lo so che non vale, ma questa è la mia autobiografia e ci faccio quel che mi pare – su questo blog.

Dell’esperienza a Canterbury ho scritto qui. Poco, non quanto avrei voluto. Prima di partire sognavo di compilare una enciclopedica monografia sulla storia del progressive rock, la cui leggenda dice essere nato proprio nella città dei pellegrini. Ma poi ho preferito limitarmi all’osservazione pigra dei pesci che saltellavano sul fiume e a qualche weekend di finta trasgressione in giro per l’Europa, di cui ho invece scritto superando con sforzo la suddetta pigrizia. Scrivere di viaggi comincia ad avere un senso più ampio, ed è anche l’occasione per cominciare una collaborazione con il bel portale A Nord Est di Che. Extraviados è il titolo del blog che curo. Questa parola è risuonata in molte conversazioni che ho avuto con una cara amica spagnola che ho conosciuto in Inghilterra, la quale amica ha anche fotoscioppato l’immagine di me che mi allontano in una non identificata stazione ferroviaria dell’entroterra inglese.

E ora? Ora sono in Australia. Un po’ immodestamente, mi ero detto che questo blog ha troppa esperienza per potere riciclarsi in uno dei tanti che raccontano un’esperienza dowunder. Per fare questo ne ho aperto un altro, dove però scrivo in inglese. Un po’ per esercitarmi, un po’ perché mi consente di parlare di me da una prospettiva un po’ più distaccata e più libera da schemi. Alla fine lo incollerò qui, lo so che non vale ma bla bla bla.

Mi chiamo Alessandro e ho quasitrentanni.

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11 commenti

11 pensieri su “About

  1. Niko

    …. e direi che sei davvero in gamba! 🙂

    • che dire, detto da uno che ha un blog pieno di cose belle e intelligenti è un gran complimento, anche se il confine tra la bravura e l’incoscienza è molto labile 😉 ciao e grazie

      • Niko

        Troppo gentile! Grazie e che tutti i tuoi progetti possano essere realizzati. 🙂

  2. bello… mi piace anche questa specie di gioco di scatole cinesi che ci fa rimbalzare da un blog all’altro 🙂

  3. eccomi io ci sono.

  4. Alice

    cavolo
    ecco, in effetti non saprei che altro dire… 🙂
    A

  5. ahahah, mi chiamo alessandro anch’io, ho viaggiato molto ma spostare casa sul globo ancora non m’è riuscito… stavo per andarmene a Perth nel 96, dove c’era un mio ex-collega informatico e il lavoro si trovava facilmente.
    presto mi prenderò un anno sabbatico con RTW ticket, se sei ancora lì magari ci si berrà un caffè insieme.

  6. La mia casa è il mio quartiere. La tua …il mondo.

    Buonecose
    .marta

  7. Invidio la voracitàdella tua vita

  8. Grazie per essere passato dalle mie parti Alessandro!
    Bella presentazione e mi andrò a guardare il tuo blog con calma.

    Saluti,

    Zeus

  9. La tua presentazione mi ha definitivamente conquistata. Grazie per essere passato dalle mie parti: mi riprometto di recuperare al più presto le tantissime cose che hai scritto (ci troverò anche la monografia sulla storia del prog o quella è ancora nella tua Moleskine? 🙂 ).
    A presto!

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