Una cosa semplice

Che poi, al rischio dell’autocompiacimento non sfugge nemmeno chi invoca la semplicità. Men che mai il sottoscritto, che ieri per inveire contro le derive della lingua italiana ha dimenticato di dire quel che voleva dire, che era una cosa molto semplice invero. Io sono un non credente. Il che è cosa diversa dal dire io non sono credente. Non sto negando di esserlo ma sto affermando il contrario. Questa è una cosa molto semplice da dire, e però quando ho sentito parlare di non credenti che si avvicinano, secondo il loro modo e i loro tempi, al mondo della fede, mi è sempre parsa una cosa molto complicata. Non è complicata. Io stesso l’altra sera sono capitato in chiesa, e non uno il verbo capitare a sproposito. Ero entrato nel chiostro della Basilica di Santa Chiara perché volevo osservare l’opera di un famoso artista, forse francese, che l’anno scorso pare abbia tappezzato la città con le sue opere “neo-rinascimentali”. Purtroppo, dell’angelica figura in questione rimaneva soltanto una testa mozzata e scritte volgari. Il classico refolo di vento e alcuni cani inquieti mi avevano convinto poi ad entrare nella chiesa, nella quale non mettevo piede da molto tempo. L’interno della Basilica è molto semplice: un’unica navata, soffitto a travi di legno incrociate, piuttosto alto, e cappelle laterali nelle quali timidi dipinti di santo risiedono. Era in corso una messa, e mi sono accomodato sulle lunghe panche. All’inizio osservavo gli altri avventori. Quelli che erano dietro, come me, non avevano nessuno con cui scambiare il segno della pace. Avevo provato poi a prestare attenzione alle parole del prete, sperando che egli fosse davvero una guida e non un semplice intermediario. Difficile, per chi non ha fede, ritrovare nei riti liturgici, recitati da tempo immemore immutati, una qualche verità. Forse mi sentivo semplicemente solo, fatto sta che riassaporavo tra me e me quel dubbio che mi porto dietro da un po’ di tempo, il fatto cioè che a volte temo che la ricerca della felicità per come la intendiamo noi, esseri umani nati dalla fine degli anni ’70 in poi in questa parte fortunata di mondo, leggasi odierna società occidentale consumista (ed edonista), sia un po’ immorale. Questa vorrei spiegarla meglio, ma a cosa servirebbe? Mi dilungherei inutilmente e a voi non interesserebbe. Vi basti sapere che all’uscita della chiesa ho conosciuto due donne della comunità di S. Egidio, e ho chiesto loro informazioni su come fare per servire da volontario durante la cena di Natale. Mi avviavo così con spirito felice verso il luogo dell’appuntamento di quella sera, appuntamento al quale guardavo ora con benevolenza perché mi avrebbe permesso di scrollarmi di dosso quell’eccesso di introspezione, quando mi sono sorpreso ad ignorare vari questuanti che chiedevano la carità. Volevo tornare indietro per cercare di riparare, per capire, e poi mi sono reso conto che ho tante domande e non so a chi farle.

 

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Categorie: Nàpolide | 2 commenti

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2 pensieri su “Una cosa semplice

  1. È evidente che non sei il solo se hai domande da fare e non trovi l’interlocutore giusto. Spesso (forse meno di quanto vorrei) mi “confondo” anche io tra le panche di Santa Chiara, mi piace ascoltarne l’eco e quando sono fortunato anche qualche canto a cappella che mi sembra trascinarmi indietro nel medioevo quando c’erano da queste parti gli angioini.
    Forse, noi, quello nati negli anni “settanta”, sembra banale dirlo, ma ci portiamo dentro un bagaglio pesante, un bagaglio che non ha né scelte pacate né le rivolte fatte dai nostri genitori, un bagaglio assente di futuro, quello che i nostri potevano -pur nei limiti- decidere di perseguire.
    E allora ti confermo che molte sono le volte che torno indietro e tante sono le cose che cerco di fare per sentirmi credente, ma credente di una fede di fratellanza e di coerenza con la mia indole. Un credo che forse nasce con noi a prescindere da ogni scelta. Spesso però ti dirò, con tutto il mio scetticismo e con tutte le mie domande, stare seduto su quelle panche mi conforta e mi fa uscire con uno spirito diverso (fosse anche di breve durata)!

  2. Tal vez nuestro error consiste en que buscamos respuestas a preguntas que no son las correctas… Hace mucho tiempo que quería visitar Santa Chiara, tengo otra razón para hacerlo.

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