Lingue dei paesi tuoi

L’Italiano è la lingua che abito. Non l’ho detto io, l’ha detto La Capria, scrittore napoletano. Parlare italiano mi era mancato, e quando sono tornato mi era parso strano dovermi abituare all’idea di ritornare a parlarlo ogni giorno, esprimere con esso bisogni primari e desideri astratti. All’inizio mi è stato difficile. Sia chiaro, non ero diventato come uno di quelli che, dopo una lunga permanenza all’estero, affettano un vago accento straniero e forme totalmente sgrammaticate. Eppure facevo fatica a ritrovare la fluidità. E ora che ho riabbracciato la mia lingua, ora che con essa rileggo libri e ritento scritture, ora che posso riapprezzare la semplicità di un Calvino o di un Tabucchi o dello stesso La Capria, mi adiro quando leggo le complicanze retoriche delle quali la nostra lingua è afflitta. Il burocratese, le parole difficili, i gerghi, i periodi lunghissimi, le subordinate nascoste, i verbi obsoleti. Ma non solo: pericolose e subdole derive sono il linguaggio pubblicitario, i sentimentalismi a buon mercato, i dizionari dei luoghi comuni. Tutto ciò non affligge solo la parola scritta ma tanto linguaggio di uso comune che ci viene propinato nella sua forma più ributtante, che ci viene vomitato addosso dai media. Ricordo di aver letto da qualche parte che il bilinguismo porta allo sviluppo di due personalità distinte, una per ogni idioma parlato a livello madrelingua. Ebbene io sostengo, senza alcuna possibilità di probazione scientifica, che tanta inefficienza e lassismo nella politica e nell’amministrazione – e a volte anche nel buon senso, buon senso di cui il cittadino medio, facciamocene una ragione (lo so che tu che mi leggi non ti consideri cittadino medio, tutti pensano di essere eccezioni alle statistiche), è sprovvisto – che anzi molti dei problemi che abitano questo paese siano figli dell’uso di una lingua così permissiva, che permette di dire tutto e il contrario di tutto senza dire poi niente.

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Categorie: Diario notturno, Riflessioni | 3 commenti

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3 pensieri su “Lingue dei paesi tuoi

  1. Being bilingual spice up one’s life. Sooo good. I like the mood embedded in your writing, that’s all. Night 🙂

  2. Francesco

    Amo la mia lingua natale proprio per la sua complessità, la quale ti permette di esprimerti con vari registri in base all’interlocutore che ti trovi davanti. L’inglese non è cosi, ma ci tocca impararlo. W la Crusca!

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