Un politico senza cravatta

Alla fine del precedente post vi parlavo di una bella tiritera contro la cravatta che avevo letto da qualche parte, e allora voglio cominciare riportandovene un pezzettino:

“La cravatta è, secondo il dizionario, una striscia sagomata e modellata, di seta o d’altro tessuto, che viene annodata attorno al collo facendola passare sotto il rovescio del colletto della camicia. È strano pensare che tutte le mattine (mattine lunghe 24 ore, perché sono distribuite su tutto il pianeta) milioni e milioni di signori si annodano una striscia di stoffa colorata attorno al collo. Qualcuno a un certo punto ci penserà e si dirà che è proprio strano. La cravatta è l’invenzione di un reggimento di croati (da cui il nome) che combattevano per Luigi XIII, re di Francia nel seicento, e da allora va avanti così. La cravatta è una striscia o un pezzo di stoffa vecchio più di trecento anni che è cambiato un po’ ma da cent’anni è sempre uguale a se stesso, identico a se stesso, e identifica la gente. Perché la cravatta è, soprattutto, una cosa che assolve meglio di qualunque altra la funzione delle cose in questi i nostri tempi: definire il loro proprietario. Possediamo interi battaglioni di cose perché senza di loro non sapremmo chi siamo. Nessuna di queste cose è così facile da portare e dice tanto quanto

Avevo messo questo stralcio da parte e atteso un momento più propizio nel quale ritagliarlo su questo spazio. E il momento propizio è arrivato quando leggo del politico di cui al titolo, che non è quello a cui state pensando. Il vero protagonista di queste mie riflessioni è José Mujica, 78enne presidente dell’Uruguay. Per coloro i quali non ne avessero mai sentito parlare, ecco una breve biografia: nei primi anni 60 fa parte del movimento rivoluzionario dei Tupamaros, viene arrestato sparato internato, poi evade, poi lo rimettono dentro e poi lui per 14 anni studia testi di agraria e matematica in un carcere (che adesso è un centro commerciale a Montevideo) bevendo il suo piscio, poi esce ed è il primo ex rivoluzionario ad essere eletto in Parlamento. E poi diventa presidente. È in carica dal 2010, e forse alcuni di voi avranno visto il suo famoso discorso alle Nazioni Unite, oppure sentito parlare del fatto che devolve nove decimi del suo stipendio a ONG e vive con l’equivalente di 800 euro al mese in una casa che usa acqua piovana come approvvigionamento idrico principale.

Mi sembra questo un buon momento storico per imparare qualcosa dal suo messaggio, in un tempo in cui l’elite intellettuale di questo paese ci ricorda la tendenziale deriva populista del popolo italiano, il quale ama le ricette semplici e si lascia ammaliare dalle sirene. Mi dico però che esistono effettivamente uomini straordinari che sono in grado di rispondere alle aspettative che ingenerano, e il presidente Mujica è uno di questi: “La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito a guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e che ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono tempo per vivere.” Pare questa essere la traduzione in termini politici del concetto di Eudaimonia, parola che aveva dato il titolo a un post che risale al mio passato australiano, parola che presuppone e spiega la ricerca della felicità come esito di un comportamento morale (non edonistico, quindi): “Chi non è felice con poco non sarà felice con niente”.

E che altro c’è da aggiungere?

 

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Categorie: Politica, Riflessioni, Ritagli | 1 commento

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Un pensiero su “Un politico senza cravatta

  1. Sì, la sobrietà è, a mio avviso, una virtù e poi il tempo. Nonna diceva spesso: “il furto più grande che puoi subire è quello del tuo tempo”. Bellissimo post, davvero. 🙂

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