Anzac Day, il 25 Aprile australiano

Ogni tanto mi ricordo che il portale ANordestdiche mi dà l’occasione di pubblicare qualche articolo da questo pezzo di terra sottosopra nel quale sono da quasi un anno, ormai. Quale migliore occasione di questa giornata per provare a raccontare cosa significa il 25 Aprile in Australia? Per chi fosse interessato, quindi, è possibile leggere l’articolo qui.

In questo spazio più personale voglio invece aggiungere le sensazioni che ho provato questa mattina, quando all’alba ho partecipato al Dawn Service. Era ancora buio quando le prime parole dell’inno australiano risuonavano sul Five Rivers Lookout, punto di confluenza dei grandi fiumi che si incontrano nel Cambrige Gulf. Siamo nel Kimberley, a ridosso del Northern Territory. Lo scenario era drammatico, e la stessa transizione dal buio alla luce conferiva a quella che dopotutto è una normale cerimonia di alzabandiera l’aura di un accadimento.

Non mi dilungo molto, e per una volta lascio parlare poche, sfocate immagini. Quello che voglio dire è che nonostante la tristezza di non potere essere in madrepatria e festeggiare la ricorrenza che sento più mia, in quanto Italiano, ho avvertito una sensazione di pace nel notare i volti delle persone che seguivano attente una cerimonia che non è strumentalizzata da nessuna fazione politica, sulla quale c’è una memoria condivisa e che, soprattutto, serve da monito alle future generazioni per far sì che tali orrori non accadano più. Ho potuto constatare, seppur in minima parte e con l’ausilio di racconti e testimonianze, quello che mi era stato raccontato: che qui il 25 Aprile è la festa di tutti.

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Categorie: Reporting, Travelling | Tag: | 7 commenti

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7 pensieri su “Anzac Day, il 25 Aprile australiano

  1. un saluto dalla povera madrepatria.

    • un saluto a te! pensavo di avere già cominciato a seguire il tuo bel blog ma evidentemente non avevo premuto il tastino. piacere di conoscerti 🙂

  2. Post, articolo e AND: tre volte grazie. Buon 25 Aprile (appena in tempo!) dall’Italia, con un’immagine che è la versione locale del tuo “è la festa di tutti”: oggi i parchi erano un patchwork multicolore e multietnico di tovaglie da picnic, una distesa pressoché ininterrotta di famiglie e amici all’aperto. In qualche modo solenne, azzarderei.

    • grazie a te per questa bella immagine. mi fai pensare che forse è anche la nostra forma mentis a conferire significato alle cose, e se da un po’ di tempo a questa parte la ricorrenza italiana ha assunto quel significato stantio che la politica le assegna, forse la colpa è stata anche nostra – mia! – a non avere occhi per guardare a chi invece ha ritenuto di festeggiare in modo diverso, più consono e più bello, come hai fatto tu.

  3. Ho letto il tuo articolo e confesso la mia ignoranza circa il 25 aprile australiano. E’ una festa che sento profondamente mia, forse l’unica, quindi, anche se con un giorno di ritardo, Buon 285 aprile da casa.

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