Deja-deja-vù

Ci sono cose che ci accompagneranno per sempre. Parlo di fatti e accadimenti che i media ci vomitano addosso, circostanze che percepiamo come immutabili, pietre miliari della nostra generazione e di quella successiva e di quella successiva ancora. Ogni volta sembra che sia la prima, e ogni volta stiamo là a parlarne come degli indemoniati, valutando tutti gli aspetti e argomentando, discutendo, incazzandoci o professando indifferenza.

Qualche esempio: i 50 anni di carriera di Peppino di Capri. Quante volte li abbiamo festeggiati? Quante feste di piazza ci sono state in suo onore, generosamente trasmesse dal servizio pubblico? E ancora: l’anticiclone. Ogni volta questo strano fenomeno ci ricorda una cosa che credevamo di aver dimenticato, che addirittura non abbiamo mai saputo: che dove abitiamo noi fa caldo, soprattutto in estate. Potrei citarne altri, di esempi, che in qualche modo fungono da supporto a quell’idea così consolatoria che per quanto le cose possano cambiare, ci sarà sempre una notizia che ci riporterà coi piedi per terra, ci rassicurerà che il nostro mondo è sempre lo stesso e non cambierà mai.

Ecco, ogni volta che la stampa, o la società in generale, lo so che sto usando termini generici e qualunquisti, ma rendono l’idea,ogni volta che mi viene vomitata addosso una notizia del genere (e continuo a usare lo stesso verbo perché mi sembra il più appropriato e fanculo i sinonimi), io sento che la mia intelligenza è svilita. E’ svilita perché sono costretto a parlarne, perché sono cose fuori discussione per le quali non vale la pena sprecare la mia attività neurale. Parlo proprio in termini strettamente biologici: ogni volta che ciò accade io sento che qualche neurone mi abbandona, per manifesta stanchezza.

E’ questo, e non altro, ciò che mi fa pensare che questo paese non cambierà mai. Berlusconi scende in campo e i miei neuroni si buttano tutti giù dall’ipotetico balcone dal quale il mio cervello si affaccia quando si viene a fare una vacanza nel paese più bello del mondo.

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Categorie: Politica, Riflessioni | 7 commenti

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7 pensieri su “Deja-deja-vù

  1. Beh, dai, oggi han detto che forse i francesi vogliono risparmiare sulla tav…
    Un neurone in meno che si tuffa giù?

    • No, per i miei neuroni non c’è stata nessuna sentenza Bosman, quindi quando sono sotto contratto con l’Italia non possono interessarsi a ciò che accade altrove!

      • Considerato che il progetto TAV è di confine, dovresti concedere mezza sinapsi anche a lui.
        Bosman è in pensione? E tu sei in vacanza?

  2. il tuo sfogo solleva anche me! Ed è proprio così, in ogni ambito della nostra società assistiamo ad un gioco al ribasso che svilisce tutte le nostre intelligenze. Però dobbiamo cercare di guardare dove invece c’è ò c’è stato valore, verità, ricerca del senso, pensieri difficili: credo che l’unico posto sia l’arte, quella vera. A presto.

  3. Non so, non so, mi sono lasciato davvero prendere dalla rabbia e ho scritto cose che esulano un po’ dal motivo di fondo di questo blog, che consiste in viaggi, napoletanità e identità che si mischiano. Sì, sono in vacanza in attesa della prossima partenza, in attesa di guardare di nuovo tutto questo con occhio distaccato. Se non fossi convinto che la mia non è una fuga ma una ricerca direi che in fondo anche la fuga è un’arte 😉

  4. Direi che tutto ciò è ben rappresentato da Lillo e Greg e dal loro Grande capo Estiqaatsi. Alla lunga può stancare, ma è esattamente quello che penso io quando mi vomitano certe “notizie”

  5. Si, sono cosí cordiali da rammentarci che in inverno fa freddo e che in estate bisogna bere molta acqua. Non vogliono che ci sfugga che la scuola ha inizio a settembre e il giorno in cui entra in vigore l’ora legale… Ecco, questa mi serve perché non lo ricordo mai…

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