Dichiarazione d’intenti

Guardo il calendario, manca una settimana alla mia prossima partenza. Sette giorni nei quali comprimere tutte le ultime cose da fare, che poi saranno anche le prime perché in questo mese qui a Napoli non ho fatto praticamente nulla, ho soltanto aspettato. Già, Napoli. Questo blog ha come banner, lì in alto, uno scorcio di una foto che feci la scorsa primavera, ed è sempre stato scritto qui in questa città, tra un viaggio e l’altro, tralasciando lunghi pezzi di vita svoltisi altrove. Era forte l’intenzione di abbandonarlo per un po’ e riprenderlo quando fossi stato di ritorno qui in città. Ma racconta una parte importante di me e non mi sento di abbandonarlo, anche perché non so quando sarò di ritorno. A giugno, sicuramente, ma non so per quanto tempo. Vado altrove perché la mia sete di esperienze non si è ancora placata, e perché non ho ancora capito dove voglio vivere durante i prossimi anni. Diciamo che questo è l’unico proposito serio di quest’anno appena cominciato (gli altri sono: vestire in maniera più colorata, andare su una mongolfiera, coltivare le mie inimicizie e così via): capire. E quindi continuerò a scrivere, per me stesso e per gli anonimi che mi leggeranno e per i pochi amici che sanno dell’esistenza di queste pagine virtuali. La scrittura è la mia passione e forse la sola cosa per la quale sono davvero portato. Il mio secondo proposito serio è lo stesso da parecchi anni a questa parte, e chissà che questo blog non mi aiuti a rispettarlo: scrivere di più.

Negli ultimi anni della mia vita ho fatto talmente tanti bilanci che adesso, qualora volessi farne uno, non saprei da dove cominciare perché mi pare di avere usato tutte le parole disponibili, ho declinato le situazioni in ogni modo tale che ora vedo solo la strada davanti a me, e non mi guardo più indietro a vedere quella percorsa. Ecco il terzo buon proposito.

Ma l’augurio più importante lo rivolgo a colei che abbandono, e che ogni volta che torno mi accoglie in maniera sempre più fredda. Erri De Luca diceva che la città non ti perdona il distacco. Qualunque città, ma Napoli in special modo. E le rivolgo quindi l’augurio di risollevarsi e splendere. Difficile che accada in un anno, ma non è vana la speranza che io possa tornare qui un giorno e vederla finalmente cresciuta e in grado di camminare con le proprie gambe.

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Categorie: Diario notturno | Lascia un commento

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