Nuove identità

Mondi virtuali divorano la mia attenzione. Mondi di parole non dette ma solo immaginate. Non riesco a tenere la mia mente ferma. Immagino il futuro e ne sono sopraffatto. Forse il coraggio è un talento, e come tutti i talenti anch’esso si irrobustisce con la pratica. Questa nuova grafia incerta è sempre la mia, riconosco anche la mia voce. Questo incedere cauto delle frasi, il timore iniziale che qualcosa possa davvero risvegliarsi in me. Flusso di coscienza che si finge incosciente, ma che in realtà veglia incessantemente e mi fa parlare e mi fa dire cose che non vorrei, me le fa appuntare su questa pagina.

La capacità di dare un senso a una miriade di piccoli, mostruosi sforzi. Come la invidio, come la bramo! Scrivere, per me, è un tentativo in questa direzione: allontanare le visioni di mondi remoti per riportarmi alla realtà, parola dopo parola. Riconosco la mia voce che man mano prende confidenza con se stessa e con l’immaginario ascoltatore, molto spesso è il medesimo soggetto che parla e ascolta e ride e piange, e riconosco quella tensione a prendere sempre più spazio, conquistare forse è la parola giusta, vanificando il tentativo di chiudere in un senso il caos inspiegato che ho scoperto aver dentro.

Punto, fermati. Non andare avanti prima di avere ben ponderato. E’ quello che dicono tutti. Fai una checklist, spunta le voci ad una ad una, eccoteli qua i tuoi sensi, tutti concatenati, e attendi poi la fine della tua pagina per osservare il tuo pezzetto di storia dall’alto, distaccato e felice come solo chi si libra in volo può esserlo.

No, io non voglio perdere la mia identità solo perché non ho più un lavoro, questa è l’autobiografia di un uomo comune, talmente comune da essere speciale, come quella di tutti, del resto. Perdere un’identità per acquistarne un’altra, non c’è per caso un rivenditore autorizzato di identità? Non vorrei ricorrere al mercato clandestino. Sarebbe semplice: un’estensione da installare che ci faccia diventare quel che vorremmo essere, se solo non fossimo così sfacciatamente pigri. E invece no. Quand’è che i prodotti dell’uomo, frutto di un progresso onnivoro, hanno cominciato a distaccarsi dal senso dei cicli della natura, che le civiltà arcaiche avevano invece ben in mente, per superarla e infine eliderla? Tanto tempo fa, quando cioè l’uomo ha capito di potere usare la sua immaginazione.

Ecco la fine della pagina, ecco la tua risposta: la tua nuova identità, d’ora in avanti, sarà la tua immaginazione.

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Categorie: Diario notturno, Riflessioni | Tag: | 1 commento

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Un pensiero su “Nuove identità

  1. finalmente sei tornato a scrivere…:-)

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