Pigrizia

Da molto tempo ormai non mi concedo il lusso della pigrizia. Quella vera, profonda, quell’otium tanto amato da quei piacioni dei latini. La stessa parola otium declinata nella vetusta lingua mi fa materializzare nell’occhio della mente un divano larghissimo e mastodontiche porzioni di uva, da ingollare in posizione semi-sdraiata, contro qualsiasi legge fisica. Ma un certo tipo di pigrizia è anche produttiva: innumerevoli invenzioni sono state partorite dall’indolenza di individui che cercavano modi per così dire creativi di scansar la loro fatica (chi ha attaccato per prima l’aratro dietro un bue? un innovatore o un pigro, o entrambi?). D’altro canto, ciò di cui parlo è quel tipo di pigrizia a cui si abbandona chi nella vita non ha più obiettivi da raggiungere, colui che torna esausto dal proprio lavoro e vuole impiegare il tempo che gli rimane prima di un’altra dura o soffice giornata facendo esattamente nulla, stordendo i suoi pensieri con quelle gigantesche clave che sono televisione e internet. Per un momento mi metto nei loro panni e mi godo quel soave attimo sospeso nel tempo in cui non conta nulla, solo ristorarsi attraverso il vuoto. Per un attimo temo che non ci riuscirò mai. Poi mi rendo conto che sono davanti lo schermo di un computer mentre il mondo compie la sua rivoluzione perpetua, e mi sento figlio di un tempo pigro. Sono pigro quando aspetto che le scadenze si avvicinino, e il mio tempo lo è in egual modo quando attende che la situazione precipiti, che l’ultimatum scada, che la deadline venga prorogata. Ma il mio tempo sono io, siete voi, sono gli uomini che lo vivono. Cosa è successo, cosa mi impedisce di godere di quella placida pigrizia senza sensi di colpa? Il filo dei pensieri si è aggrovigliato, la luna che pareva calante si è subitaneamente accesa e ha illuminato quel che mi resta in queste notti così autocritiche: non sono pigro fin quando sarò capace di sognare, ed è la capacità di farlo per sempre che fa di un uomo un vincitore, come disse Mandela. Vorrei spiegarla, questa, ma sono così stanco…

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