Il tempo dell’acqua

L’acqua è sul fuoco, aspetto il tempo che raggiunga la temperatura adatta per potervi immergere una bustina di tè, alcuni dicono sia novantacinque gradi, altri non si accontentano se non della cifra tonda, centogradi, ma io non credo a quest’ultima così come non credo esistano cose in natura che abbisognano di tale perfezione, alla natura così come all’essere umano piace l’imperfezione, poco importa se aveva ragione Plotino o Socrate sul fatto che la materialità discenda da un singolo elemento che, contenendo già in sé l’idea ultima, si dirama in piccoli sottoelementi a cui bisogna dare lo spazio di crescere oppure invece sia la diversità e la complessità delle cose del mondo che poi forma quel concetto o cosa superiore che noi prendiamo a riferimento nello spazio di realtà che ci è concesso di vivere. Ma comunque l’acqua è sul fuoco, aspetto di prendere il mio tè e di dedicarmi questo tempo, diceva qualcuno che il tempo che si dedica al proprio corpo è un tempo che si dedica anche alla propria mente, e prendere il tè in questo momento è un esercizio mentale di cui ho bisogno, risvegliatomi come sono da un sonno che non ero più abituato ad affrontare, uno di quelli in cui la coscienza rigurgita fuori ciò che tengo dentro me, e la cosa che è sempre fantastica e assurda in questi casi sono quelle sfumature alle quali non penso mai, quei dettagli che credo scivolino via indifferenti come tutto il resto mentre magari sono un tassello importante per formare un disegno più complesso, un tassello magari piccolissimo e rappresentante una parte marginale del disegno ma pur sempre necessario al suo completamento. Il bollitore comincia a tentennare e a vibrare, l’apice imperfetto si sta per raggiungere ed io non sono nemmeno riuscito a dire spiegare capire come mai ho riversato della rabbia in sogno verso delle persone verso cui non credevo di provarla, e come mai ho provato slanci d’amore che non credevo di possedere, e vorrei essere abile abbastanza con le parole per rendere quel modo bizzarro e un po’ impertinente che hanno i sogni di mescolare le carte, abili prestigiatori che celano il trucco ma che lasciano trapelare l’essenza della loro magia, vorrei raccontare lo stupore di rivivere gli eventi e di vederli andare in modo diverso ma, a quel punto, sarebbe la realtà. Gli eventi sono andati come dovevano andare, mi sarebbero piaciuti innumerevoli finali diversi ma tremo al pensiero che potessero andare diversamente, geloso come sono di ogni ricordo che mi si forma e di ogni sogno che mi capita di sognare, e mentre l’acqua gorgheggia io tengo ben saldo quella consapevolezza sbadata del mio sogno, provo a fare la conoscenza con sensazioni che non credevo di avere e con altre che forse non scoprirò mai, ma sono le mie e sono contenute dentro di me e quindi va bene, grazie, ora prendo il mio tè.

Advertisements
Categorie: Diario notturno | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: