Visione fanta-pop

Un giorno un intero immaginario pop-fantascientifico verrà costruito sui nostri tempi. In un’aula di tribunale deserta troneggerà una statua del Dio Priapo con un occhio elettronico sul pene, una bilancia che pende da un solo lato simboleggerà il nuovo concetto di eguaglianza, e le uniche comparse di questo film muto saranno ragazze svestite e silenti, unico appiglio, questo, alla concreta realtà. Fuori dall’aula, vecchi lucidati in doppiopetto agiteranno tra le mani i titoli azionari della felicità, diventata merce di scambio al pari dell’acqua. Il concetto di progresso come un lento avanzare verso nuove conquiste verrà deriso, essendo l’unico significato compreso quello di essere riusciti ad evitare il baratro, ancora una volta, chiudendo gli occhi sul domani che verrà.

Asserragliati nelle proprie case, gli uomini cercheranno di ricordare il concetto di sorriso. Proveranno a cercarne il significato su Wikipedia, prima e dopo aver bevuto una coca-cola distribuita gratuitamente per le strade. Indosseranno occhiali che proietteranno in tempo reale gli aggiornamenti dei loro mondi virtuali e prima di stringere una mano ci penseranno su due volte, la prima titubando, la seconda tirando avanti. I bambini, sempre meno numerosi, studieranno l’abitudine, diventata materia scolastica. Le domande non saranno ammesse. In generale, fare domande non sarà incoraggiato: il corpo dei nuovi valori prevederà e loderà un uomo che possiede sole certezze, le stesse per tutta una vita. I genitori avranno modelli educativi standard, i bambini avranno modelli di devianza standard.

I vagabondi e gli outsider aumenteranno ma sarà sempre più difficile diventarlo. La vita nomade sarà regolamentata e vi si avrà accesso mediante concorso. In generale, ogni esenzione da responsabilità richiederà un permesso scritto (una delle occasioni in cui sarà consentito utilizzare carta, l’altra sarà il conio di dollari e yen). Nascere donna e fare la casalinga sarà considerata la più grande delle fortune. La televisione non esisterà più, la pubblicità nemmeno. Grossi investimenti da parte delle aziende permetteranno la creazione di un sistema automatico di stimoli del sistema nervoso umano. In questo modo si eviteranno gli sprechi, perché ogni prodotto verrà assemblato già conoscendosi il nome del fruitore finale. Le uniche code che si vedranno per la strada saranno quelle per la fila per l’acquisto della novità del giorno.

La storia sarà un concetto relativo: un altoparlante ogni giorno dirà a quale versione dei fatti attenersi. Il futuro sarà sempre roseo. Un giorno si ritroverà un libro con una frase di Socrate. Essa dirà che la democrazia è un cavallo nobile ma indolente, e che per tenerla sveglia occorre un pensiero vigile.

A quel punto là vi saranno i titoli di coda, il pubblico applaudirà ed uscirà dal cinema quadridimensionale vagamente soddisfatto. Le persone penseranno di averla scampata bella. Poi si fermeranno al chioschetto e berranno una coca-cola.

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