Dopo una parola

Da una sola parola riuscii a costruire un mondo. Una sola piccola parola, insignificante per alcuni, fu per me il fondamento di un’esistenza, la condizione senza la quale non, la mia armatura imperterrita, il volano delle mie economie, la malta nel cemento delle mie abitudini. Cosa fu la mia vita prima di quella parola? Non me lo so spiegare. Mentre la notte scorre via, con poche sparute stelle ad affacciarsi ai finestrini della mia auto in fuga, penso all’ammasso di rancore che coltivavo prima di quel momento, un nucleo astioso che serbavo con acrimonia come una sacra reliquia. La vita scorre sempre uguale, penso per dar forza e senso all’imperterrito scorrere dei giorni, e mentre la maggior parte delle persone resta inchiodato a ciò che il buon senso richiede, ecco che io trovo l’incoscienza di uno scatto in avanti, in preda ad un imprevedibile estro. Mi affaccio su ciò che resta del giorno, lo rimiro come una sensazione che non si sa se sia sogno o memoria perduta, lo contemplo e lo rigiro tra le dita come una sigaretta che sta per spegnersi, ne sfoglio le pagine come quelle di un capolavoro a cui si pensa di dover sottomettersi, grati della possibilità che ti dà di librarti in volo, incurante degli sguardi che ti si appiccicano addosso. Ora è tutto buio ma dentro me tutto è illuminato.

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Categorie: Diario notturno | Lascia un commento

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