Everything is illuminated

La notte di ogni grande città è diversa l’una dall’altra, penso mentre cammino in un’ora notturna che sembra non avere mai fine. Grattacieli in lontananza avvoltolati in una notte umida, lampioni per la strada che illuminano pezzi di mondo, musiche diverse, corpi che palpitano. Una notte di vicinanza e lontananza, la notte di una città che scalpita, piena di sguardi che magneticamente si attirano e immemore di altri che non esistono nemmeno in teoria. Luci distanti e suoni vicini, sapori ignoti ed odori insistenti. Cose che non si spengono mai ed altre che sono concepite per avere una breve vita. Ore che sono eterne e notti che non hanno fine, a meno che non si distolga lo sguardo da esse. Mondi separati che a seconda dell’umore o del giorno della settimana o della situazione politica sono paralleli o perpendicolari, mai messi di sbieco: la strada giusta da prendere è sempre univoca e piena di senso. E’ pur sempre il Mediterraneo, con il suo carico di inquietudini, mare e cielo si incontrano e guardano verso l’Europa. Sarà per questo che una folla che pare improvvisata si dirige verso quello che sembra una vecchia fabbrica dismessa, pochi passi e c’è il mare e una luna timida, tutti hanno con sé un tamburo e cominciano ad inventare ritmi nel buio, e chi ha le mani libere comincia a danzare, la danza folle di chi non ha più ore o forse ne ha tante, ed è tutto forsennato e dolce al tempo stesso, e in nessuna altra città la contraddizione potrebbe apparire più naturale, maggiormente correlata allo spirito invisibile che governa la terra.

Luci gialle e fioche appena svoltato l’angolo dell’ennesima strada in fermento, in quello spicchio di città che sembra dimenticato dalle luci più fulgide e dalle folle sciamaniche, decadente e romantico rifugio di studenti e artisti, di lavanderie a gettoni dove raccontarsi per trenta minuti, di chioschi e market che non chiudono mai, mentre i taxi sfrecciano verso Jaffa, l’antico porto visibile in lontananza, con le sue luci della città vecchia e della torre dell’orologio che fanno pensare ad un tempo lontano, inevitabilmente perduto. Ignari ciclisti mi passano accanto, è tardi ormai, qualche radio gracchiante ancora fa compagnia a qualcuno in un’ebbrezza ormai stanca, una musica riconciliante, se solo ne sapessi il nome. Il mio vicolo stretto e buio, ormai lo riconosco, sarà quell’odore di cuoio e di curry e di qualcos’altro che la mia bocca non ha mai pronunciato. Altrove la notte prosegue, forse è appena cominciata. Io abdico alla sua bellezza e aspetto la prossima.

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Categorie: Melaviv | Tag: , , , | 1 commento

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Un pensiero su “Everything is illuminated

  1. Anna V

    Dimenticammo il tuo regalo, che divenne poi il diario invisibile…
    Pessima scelta. Meglio essere lettori invisibili 🙂

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